Tecnica di coltivazione idroponica

Manuale completo di tecniche per la coltivazione idroponica

Cosa sono le coltivazioni idroponiche?

 

Quando pensate alle coltivazioni idroponiche, a molti di voi verranno in mente immagini di piante che crescono con le radici sospese nell’acqua, senza che sfruttino alcun terreno per la propria crescita.

Si tratta, in sostanza, di fare crescere le piante nell’acqua, fuori dal terreno, in una soluzione ricca di sostanze nutrienti.

Nella coltivazione idroponica, l’apparato radicale delle piante è sostenuto da un substrato inerte, come perlite, lana di roccia, palline di argilla, sfagno e vermiculite.

Lo scopo delle colture idroponiche è fare arrivare le soluzioni nutrienti alle radici delle piante e, allo stesso tempo, apportare l’ossigeno necessario al loro sviluppo.

Questo, tuttavia, è soltanto un tipo di giardinaggio idroponico, noto anche con il termine NFT (dall’inglese nutrient film technique). Di questa tecnica idroponica esistono diverse varianti, alcune molto popolari.

 

I metodi e le tecniche di coltura idroponica

 

idroponica: guida alla coltivazione in serraI più diffusi sono il sistema Wick (detto anche dello stoppino), che consiste nell’apportare il nutriente alle piante tramite degli stoppini.

L’idroponica, con le piante galleggianti sulla soluzione nutritiva e una pompa d’aria che ne assicura la continua ossigenazione.

C’è il sistema detto flusso e riflusso, che implica un ricambio ciclico della soluzione nutritiva nel vassoio del substrato, attraverso un tubo e sotto la spinta di una pompa.

Con il sistema a goccia, forse il più popolare, il nutriente giunge alle piante per mezzo di un impianto di irrigazione che sfrutta la tecnica del gocciolamento.

Infine, si può provare con il sistema aeroponico: le radici delle piante non sono in acqua, ma sospese in aria, e vengono irrorate di sostanze nutrienti contenute in una specie di nebbia sottile.

 

I vantaggi delle colture idroponiche

 

La coltivazione idroponica ha diversi vantaggi rispetto alle colture tradizionali. Il primo vantaggio è il più elevato tasso di crescita delle piante.

In condizioni ideali, le piante crescono il 25% più rapidamente e hanno una resa del 30% maggiore rispetto alle colture in terra.

La ragione è semplice: riuscendo ad ottenere prima una maggiore quantità di sostanze nutrienti, le piante possono concentrarsi sullo sviluppo della parte alta, anziché sforzarsi per espandere il proprio apparato radicale.

Naturalmente, per garantire questa crescita, è necessario controllare la soluzione nutriente e i livelli del pH.

Inoltre, le piante coltivate con il sistema idroponico richiedono meno acqua, poiché l’ambiente chiuso in cui crescono comporta una minore evaporazione.

Infine, le coltivazioni in acqua sono migliori dal punto di vista ecologico, in quanto riducono gli scarti e l’inquinamento attraverso le fuoriuscite dal terreno.

 

Gli svantaggi di una coltivazione idroponica

 

Esistono, tuttavia, alcuni svantaggi rispetto alle coltivazioni in terra.

Per prima cosa, anche un semplice sistema adibito alla coltivazione idroponica è più costoso rispetto a quanto richiesto per le colture tradizionali.

A meno che non siate molto esperti, installare un sistema di colture idroponiche può richiedere tempo.

Anche il controllo dei livelli del pH e delle soluzioni nutrienti deve essere effettuato quotidianamente.

Occorre infine considerare che un guasto improvviso della pompa potrebbe compromettere lo sviluppo delle piante che, in mancanza del terreno, hanno bisogno immediato di acqua fresca.

 

Le informazioni presenti in questo articolo sono state prese dalla guida alla coltivazione idroponica presente su www.idroponica.it