Firenze, viaggio nel rinascimento italiano

Firenze, riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, è la patria di alcune delle più famose opere d’arte disponibili nei maggiori musei mondiali. Si tratta, in evidenza, di una delle più belle città al mondo, con un centro storico che può ben rappresentare un vero e proprio museo a cielo aperto, data l’abbondanza schiacciante di monumenti, chiese e palazzi, straordinari capolavori di architettura.

Preso il nome dai romani (che la chiamarono Florentia, la città florida) nel I secolo, in origine venne fondato un piccolo insediamento lungo il fiume Arno, non lontano dal villaggio etrusco di Fiesole, le cui rovine possono ancora essere visitate oggi.

Dal 1200 al 1700 Firenze fu una delle capitali dell’arte, della cultura e del commercio internazionale del mondo civilizzato. Per oltre 500 anni una quantità incredibile di opere d’arte sono state prodotte e raccolte a Firenze, che oggi è visitata da non meno di 8 milioni di turisti ogni anno. Attrazioni come Palazzo Vecchio, gli Uffizi, il Ponte Vecchio, i giardini di Boboli e il magnifico Duomo con il campanile progettato da Giotto, sono solo alcune delle attrazioni che il turista non può perdere, insieme a una bistecca Fiorentina con l’osso e un buon bicchiere di vino Chianti.

E, a proposito del Palazzo Vecchio, il Municipio della città, precisiamo che esso è stato costruito nel 1299 e progettato da Arnolfo di Cambio (1245-1302). Una volta residenza dei Priori delle Arti e della Signoria fiorentina, il palazzo è stato più volte rinnovato e ristrutturato nel corso dei secoli. Tuttavia non ha mai perso l’aspetto massiccio con bugne rustiche, sporgenti balconi e una torre asimmetrica.

Al primo piano si trova il Salone del Cinquecento, da Cronaca (1495), utilizzato per le assemblee del Consiglio Comunale e per discutere le riforme promosse da Girolamo Savonarola. Le pareti mozzafiato sono affrescate da Michelangelo e Leonardo. Il soffitto a cassettoni, gli affreschi e le sculture da Rossi, che rappresentano gli “Sforzi di Ercole”, conferiscono una simbolizzazione complessa, ricca e storica ben precisa, con riferimenti alla glorificazione di Michelangelo Buonarroti.