Visitare Olbia

La città di Olbia

Dal lungomare si può raggiungere il centro attraverso corso Umberto, alle fine del quale il municipio è classificato tra gli edifici di interesse di Olbia. E’ possibile inoltre visitare, la piccola basilica di San Simplicio con orario giornaliero dalle ore 6,30 alle ore 13,00 e dalle ore 15.30 e alle 20.00.

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L’edificio realizzato in granito si alza in una piazza lontana dal traffico ed è considerato come il monumento del medioevo più famoso dell’intera Gallura. La chiesa fa parte dell’imponente progetto dei pisani di ricostruzione, nell’undicesimo e nel dodicesimo secolo, ma è caratterizzato inoltre da profonde influenze lombarde.

L’esterno dell’edificio, ed in particolare nell’unità inferiore, fino agli archi ciechi, è risalente alla fine dell’undicesimo secolo. La parte più più bel­la, composta da una facciata, circondata da una finestra a colonnine, venne realizzata nel dodicesimo secolo. Le finestre particolarmente strette, offrono una sottile luce all’interno molto scuro, dove alcune colon­ne romane recuperate suddivisono le 3 navate; finanche la pila era in passato un’urna crematoria.

Sulle pareti è posto un serie di lapidi funebre romane e di pietre miliari ricavate dalla strada Olbia-Caglìari, dove su alcune delle stesse si notano tutt’ora frantumi di iscrizioni. L’edifi­cio è scarno di ulteriori decorazioni, eccetto due scoloriti affreschi, con San Simplicio nella parte sinistra e, una persona verosimilmente raffigurante Vittore, un vescovo decretato da Papa Gregorio Magno, nel secolo sesto, posto nella parte destra.

Meritevoli di riguardo sono inoltre i 2 capitelli, di pensiero lombardo. Un capitello esprime la rappresentazione di una testa umana, mentre l’altro capitello esprime la rappresentazione di un arie­te. La piazza prospiciente permette una serena sosta e c’è anche un bar. Un’altra chiesa meritevole di considerazione a Olbia è San Paolo subito dopo corso Umberto, agevolmente distinguibile grazie alla cupola multicolore. Costruita nell’anno 1747 sul territorio di un tempio punico, rappresenta un bella espressione del caratteristico stile gallurese del tempo.

All’interno della chiesa vi è inoltre un gradevole ambone di legno del 700 di estrazione veneziana, con pannelli decorati e un bal­dacchino dal quale emerge una mano di legno che brandisce un crocefisso. Su uno degli archi della navata risulta scolpita la data del 1421, dalla quale si deduce che la chiesa di San Paolo sia nata sopra un’altra chiesa, o invece fa pensare che i coloro che realizzarono la costruzioni, utilizzarono materiale giunto da un’altra località liturgica. Infine ci sono edifici nella città che recano incisioni di date tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo poste negli architravi di granito.