Borsa: come il Covid ha influito sul suo andamento?

Borsa: come il Covid ha influito sul suo andamento?

Nel leggere degli indici e degli andamenti delle Borse internazionali, tra cui anche e soprattutto la borsa di Wall Street, si dice comunemente che il covid sia stato in grado di influire negativamente sull’andamento della stessa materia di natura finanziaria, determinando dei ribassi e, soprattutto, delle perdite che non si verificavano da anni, addirittura da decenni. Tuttavia, soffermarsi con superficialità ad una definizione di negatività dettato dal covid risulta essere un qualcosa di tutt’altro che completo, oltre che di non esplicativo circa l’andamento delle borse e la diretta responsabilità del coronavirus sui loro andamenti. A tal proposito, dunque, al fine di comprendere come le borse si siano adattate al difficile periodo della pandemia e, soprattutto, come sia stato determinato un andamento così tanto negativo dal covid, c’è bisogno di comprendere anche altre nozioni, a proposito delle iniezioni di liquidità troppo smodate in alcuni ambiti e, soprattutto, a proposito delle aspettative di mercato in un periodo di in grossa difficoltà. Ecco tutto ciò che c’è da sapere a proposito.

 

Il crollo delle borse e le aspettative dei mercati

 

Hanno avuto indici incredibilmente negativi le borse che hanno fatto registrare dei cali e risultano essere equiparabili ad una situazione addirittura postbellica, riguardante dati e aspettative di mercato che cedono continuamente alla negatività. La situazione di mercato, visualizzabile soprattutto dal punto di vista finanziario, continua a cedere a quella negatività che risulta essere dettato dalla pandemia da coronavirus che ha intaccato qualsiasi settore che possa essere preso in considerazione. Il tutto, però, come sottolineano gli analisti di mercato e gli addetti ai lavori, non è determinato soltanto dal covid in sé, ma anche da tutti quegli atteggiamenti finanziari che portano le forse a subire dei passivi che sembrano essere ormai determinati ad aumentare, non dando cenni di miglioramento neanche in quelle situazioni di maggiore calma dal punto di vista prettamente finanziario.

 

Se il crollo di Wall Street risulta essere ormai emblematico, dati gli indici che hanno fatto parlare di giornate nere equiparabili ai grandi crolli che la borsa americana ha affrontato, non si può certamente dir meglio delle principali Borse europee e, con mercati finanziari che cedono al ribasso praticamente in qualsiasi Piazza, da Milano a Londra, passando per Francoforte e Parigi. L’atteggiamento globale sembra, dunque, essere teso all’abbassamento continuo di indici e alla perdita di valore da parte delle principali Borse mondiali, tanto che, secondo la Fed, i livelli pre covid potranno essere raggiunti, in caso di situazione di normalità globale ed economica, soltanto nel 2022. Il tutto si riscontra non soltanto dal punto di vista prettamente finanziario, ma anche in altri dati che possono essere analizzati circa l’economia e la crescita sociale di un paese, con PIL che fanno segnare delle percentuali disastrosamente negative. Come hanno sottolineato diversi addetti ai lavori, Però, la situazione è determinata non soltanto dal coronavirus, ma anche da quella instabilità che i mercati non riescono a sanare, per quanto sussistano iniezioni di liquidità e atteggiamenti che possano far pensare ad un ritorno alla calma per analisti e trader.

 

Perché le borse continuano a perdere valore?

 

Al fine di comprendere, dunque, perché le borse continuino a perdere valore anche nei periodi in cui la calma, affrontata dal punto di vista prettamente finanziario, dovrebbe dominare, vale la pena affrontare altri discorsi che siano paralleli, se non affini, a quello principale, collegato direttamente agli effetti negativi della pandemia da coronavirus. Nel momento in cui c’è stata maggior calma e sensazione di ripresa dal punto di vista economico e finanziario, gli operatori e gli analisti hanno parlato già di una situazione di difficoltà, dettata dai rimbalzi dei principali indici di Borsa di tutti i paesi, avvenuti sulla base di iniezioni di liquidità che sono sembrate essere piuttosto fragili nei loro tessuti e nei loro contenuti. 

Come sottolineato da alcuni degli analisti, l’inondazione di liquidità da parte dei principali paesi è stata accompagnata da tassi scesi quasi a zero all’interno degli Stati Uniti, sensazioni di mercato che non hanno comunque convinto gli analisti a investimenti particolarmente preponderanti, lasciando, dunque, la realtà finanziaria in un bilico determinato dall’andamento della realtà del coronavirus; allo stesso tempo, il continuo alternarsi di notizie e analisi relative prettamente alla pandemia non hanno certamente giovato alla già fragile situazione, dato che una situazione di dubbio risulta essere, allo stesso tempo, una situazione di difficoltà per i principali e maggiori indici internazionali.