Agricoltura: in arrivo il programma contro i pesticidi chimici

Una delle ultime notizie nell’ambito dell’agricoltura è stato il lancio da Bruxelles del programma per dimezzare l’uso dei pesticidi; piano che è stato previsto fino al 2030, per vedere come, in 10 anni, possa migliorare l’ambiente, ma anche il clima.

È stato dimostrato infatti che l’uso dei fertilizzanti chimici e dei prodotti per disinfestare i frutti della terra invasi dagli insetti, aumenta anche le produzioni del gas serra, inquinando l’ambiente ma non solo.

Il problema maggiore è che se gli ortaggi e la frutta vengono colpiti in continuazione da queste sostanze chimiche dannose per l’uomo, quest’ultimo potrebbe poi essere colpito in modo indiretto, tramite la zoonosi, malattia che colpisce gli animali.

Questi, infatti, all’interno della catena alimentare, si nutrono di insetti o dei prodotti stessi della terra, assumendo però anche i pesticidi e sviluppando malattie nuove, che potrebbero colpire l’uomo, proprio come è accaduto per il Coronavirus.

Per evitare tutto ciò, gli agricoltori dovranno dimezzare l’uso dei pesticidi.

 

Cosa cambia nel modo di coltivare la terra 

L’agricoltura è al centro delle attenzioni di Bruxelles in questi giorni, tanto che la Commissione Europea ha stabilito un piano per cercare di far dimezzare l’uso dei fertilizzanti.

Il problema di questi ultimi è che oltre a provocare danni ambientali, incidono anche sulla catena alimentare e possono causare malattie nuove.

Quello che si vuole evitare è un nuovo tipo di Coronavirus, e soprattutto si cerca anche di salvare il pianeta, dato che il 10% dell’effetto serra proviene dalle emissioni del gas serra prodotto proprio dall’uso dei pesticidi del settore agricolo.

Gli agricoltori sono preoccupati perché infatti non sanno come poter fare per cercare di reintegrare le vendite, che non solo sono state già dimezzate dai danni provocati dal Covid-19, ma lo saranno anche se saranno usati meno prodotti chimici.

La Commissione Europea però ha pensato di investire diversi miliardi di euro per sostituire i prodotti da evitare, con altri di tipo naturale.

 

Fertilizzanti speciali e altri problemi

Non tutti vendono i fertilizzanti a basso rischio di inquinamento, ma è possibile, in questi casi, rivolgersi ad aziende specializzate e soprattutto a veri e propri professionisti del settore, al fine di poter acquistare un vasto assortimento di tali sostanze, tra tutte la più nota è euro tsa.

Certamente, questo programma è positivo e l’obiettivo da raggiungere mira a salvare il clima, l’ambiente, ma anche la salute degli esseri viventi.

Oltre a questo problema dei prodotti chimici però esiste anche quello riguardante i braccianti, i quali per ora sono troppo pochi per poter gestire la raccolta di frutta e verdura, che rischia di continuare a marcire, soprattutto nei campi del Nord Italia.

Per ora l’agricoltura è uno dei settori che è stato più duramente colpito dai danni provocati dal Coronavirus e si mira il più possibile a cercare di riprendersi, in modo da avviare anche la ripartenza di questa categoria.

Il programma di Bruxelles sarà attivato il prima possibile e mira a verificare i risultati entro il 2030.

In 10 anni tutti sperano che clima, ambiente e salute dell’uomo migliorino, senza più avere pandemie o altri problemi climatici.