Che cos’è l’architettura Hi tech e le sue origini

Che cos’è l’architettura Hi tech e le sue origini

In un mondo sempre più volto alla modernità e alla tecnologia, è impensabile che un aspetto così essenziale come quello delle costruzioni non segua in qualche modo questa nuova filosofia.
L’architettura Hi tech si basa essenzialmente su una duplice funzione del palazzo, che da un lato deve essere in grado di sorprendere colui che guarda per la sua contemporaneità, dall’altro prevede una costruzione eseguita secondo criteri maggiormente funzionali e in base a un’ottica di grande versatilità.
Al suo interno è pertanto necessario che coesistano diversi piani d’azione, in una visione più dinamica della vita e quindi anche dello spazio.
Soprattutto in ambito lavorativo le varie mansioni si sono fatte mano mano più fluide, richiedendo per lo stesso spazio più opportunità di movimento.
I materiali impiegati guardano soprattutto alla durata e alla resistenza nel tempo, pur essendo fortemente scenici, oltre che al rispetto dell’ambiente e al minor impatto inquinante possibile sul territorio circostante.
L’edificio nasce appunto per rispondere a tutte le esigenze dell’uomo, diventando anch’esso parte e attore del sistema e non solo un vuoto contenitore gradevole alla vista.
La sua pianta è concepita in maniera del tutto libera, così da poterla ampliare con l’aggiunta di moduli quando si presenta la necessità di un allargamento.
I complementi d’arrendo strizzano invece l’occhio al filone industriale, risultando originali ma soprattutto estremamente utili e multifunzione.

Quando nasce l’architettura Hi tech?

L’anno di nascita di questa nuova corrente post modernista è il 1984, quando Joan Kron e Suzanne Slesin pubblicarono il libro “High Tech: The Industrial Style and Source Book for the Home”, nel quale auspicavano un netto e significativo cambiamento della città e del modo di costruire, che superasse le precedenti barriere e volgesse lo sguardo verso la tecnologia in via di forte sviluppo.
In realtà la tendenza Hi Tech già mostrava le prime avvisaglie circa 10 anni prima, quando Norman Foster progettò edifici come la sede di Ipswich della Willis Faber & Dumas, stupendo i visitatori con una facciata interamente realizzata in vetro, una soluzione ardita e totalmente originale per l’epoca in cui si collocava.
Per la prima volta gli interni si prestavano a differenti impieghi in base alle esigenze dei dipendenti, trasformandosi si volta in volta in spazi informativi, artistici o ricreativi, secondo una funzione decisamente dinamica dell’arredamento.
Il dibattito attorno a tale creazione fu profondamente acceso tra puristi delle linee più classiche e tradizionali e architetti più visionari e aperti alle proposte della seconda metà del secolo scorso.
Oggi l’architettura Hi tech è presente in molte città del mondo e convive perfettamente con gli edifici storici in una perfetta fusione tra antico e moderno, capace di aggiungere fascino anche ai luoghi che ne sono meno ricchi strutturalmente.

Esempi di architettura Hi tech

Come spesso accade, la prima città a costruire un edificio sostenibile e moderno fu una grande metropoli internazionale come Hong Kong, che con il palazzo Hsbc diede inizio a un’epoca di architettura contemporanea ed estremamente funzionale.
Il suggestivo sistema di specchi utilizzato non ha solo un impatto prettamente visivo, ma è capace di riflettere la luce esterna in tutti gli spazi interni, favorendo un risparmio in termini di consumo energetico e sfruttamento delle risorse non rinnovabili.
Altra trovata originale fu quella di utilizzare l‘acqua salata del mare come carburante per i condizionatori, idea mai provata prima ma che riscosse un notevole successo nell’ambiente.
Esempi di architettura Hi tech sono riscontrabili anche in luoghi che non ti aspetti, come il Centro Direzionale di Napoli, creato dal Giapponese Tange per ospitare le grandi multinazionali della città e i palazzi dell’amministrazione, ideando una serie di grattacieli in vetro e alluminio, oltre che spazi verdi curati e dalle forme geometriche e contemporanee.