Incentivi da parte dello stato per acquisto di un’auto elettrica

Il Covid-19 ha completamente cambiato il mondo della mobilità. Non soltanto inerente allo smart-working, che ha fatto stare più tempo le persone a casa per lavoro. Ma proprio inteso come trasporto pubblico.

Se l’Italia è un paese in cui la cultura dell’auto è ben radicata, sicuramente sono cambiate con il tempo le condizioni per cui viene usata l’auto. Ad esempio, avrà sempre più diffusione l’auto elettrica. E proprio per questo, ci sono dei forti incentivi da parte dello stato.

Andiamo a vederli insieme.

I soldi stanziati

Per quanto riguarda i soldi stanziati, bisogna scindere in due fasi. La prima è datata 30 giugno 2020 e l’altra è dal primo luglio fino al 31 dicembre 2020.

Nel primo semestre, infatti, all’epoca il legislatore stanziò 40 milioni prima e poi 70 milioni negli ultimi 6 mesi. Le richieste furono tante e, quindi, ci fu bisogno di ulteriori 20 milioni di euro, disponibili, appunto, fino alla fine dell’anno.

Il contributo per il cittadino

Se vogliamo usare un termine tecnico, questi contributi si chiamano eco-bonus. Fino a che non ci fu il Covid-19, il contributo massimo era di 6mila euro per l’acquisto di una macchina elettrica. Il prezzo, però, non doveva superare i 60mila euro, IVA inclusa.

Per incentivare ulteriormente, però, l’utilizzo di macchine non inquinante, è stata introdotta l’eco-tassa. Cioè un sovrapprezzo per i veicoli che inquinano di più, fino ai 160 g/km di anidride carbonica.

Ma è stato il decreto Rilancio ha dato un’ulteriore accelerata ai contributi. In caso di rottamazione, infatti, sono stati innalzati di 4mila euro, così suddivisi: la metà come contributo statale e l’altra metà offerti dal concessionario. Le auto, però, non devono avere un tasso di inquinamento superiore ai 60 g/km.

Senza rottamazione, il contributo si dimezza: 1000 euro statale e 1000 euro dal concessionario.

Ci sono, però, delle cosiddette fasce di inquinamento, a seconda della quale i contributi possono variare. Se, ad esempio, le emissioni sono tra i 21 e i 60 g/km di anidride carbonica, l’Ecobonus è di 3500 senza rottamazione e 6500 con la rottamazione.

Il problema dei centri di ricarica

Una volta che, però, è stato reso oggettivamente conveniente l’acquisto, però, c’è un problema da affrontare e che va risolto il prima possibile. Va bene che le macchine elettriche costino sempre di meno, ma c’è il problema delle postazioni di ricarica, davvero troppo poche in Italia.

Oggi, infatti, è improponibile fare un viaggio lungo con la macchina elettrica nel nostro paese. Ma non perché, magari, la macchina non possa reggere. Ma perché, una volta che la batteria si è scaricata, non hai più modo di ricaricarla e rischi seriamente di rimanere a piedi.

È come un cane che si morde la gola: da un lato ci sono i giusti incentivi per la macchina elettrica, dall’altro pochi punti per ricaricarla. Era così anche per il GPL. Ora li troviamo ovunque. Nella speranza che succeda la stessa cosa anche per i veicoli elettrici. Ne va del nostro futuro.