Claustrofobia e agorafobia: paure a confronto

Claustrofobia e agorafobia: paure a confronto

Claustrofobia e agorafobia sono forse la faccia della stessa medaglia? Se lo chiedono in molti, soprattutto tra coloro che ne soffrono. Si tratta, infatti, in entrambi i casi di due paure irrazionali, che per quanto appaiano strane ed immotivate agli occhi di chi non le ha mai provate, comportano un vero e proprio peggioramento della qualità di vita di chi ne è affetto. Ma vediamo più nello specifico cosa riguardano queste paure.
La claustrofobia è definibile come la paura irrazionale dei luoghi chiusi; mentre l’agorafobia rappresenta la paura delle situazioni opposte, cioè degli spazi aperti e grandi, dove la via di fuga non è a portata di mano. Anche se a prima vista possono sembrare due paure di poco conto, queste possono profondamente cambiare la vita delle persone che ne sono affette.

Provate solo a pensare cosa può significare temere gli spazi chiusi. Significa non poter più prendere un’ascensore, temer di salire nei sedili posteriori di un’auto o faticare a restare chiusi per qualche minuto in un bagno pubblico. Ognuna di queste azioni, purtroppo, è collegata a molte altre e non poterla compiere significa subire ulteriori limitazioni. Per esempio, non riuscire a salire in ascensore comporta percorrere le scale a piedi. Ciò non è un problema se si è giovani in buona salute, ma se si soffre di alcune patologie che impediscono la motricità ciò diventa molto complicato.
Per quanto riguarda l’agorafobia, invece, pensate a quanto potrebbe essere complicato attraversare una città come Roma o Milano, per raggiungere il proprio posto di lavoro, se si temono gli spazi ampi dove camminano centinaia di persone e si muovono centinaia di mezzi di trasporto.

Claustrofobia e agorafobia: differenze e similitudini

Claustrofobia e agorafobia sono entrambe fastidiose paure che coinvolgono gli spazi e le dimensioni di questi. Tuttavia, presentano delle sostanziali differenze tra loro. Vediamo quali sono.

In particolare, è interessante notare che la ragione che spinge il soggetto agorafobico a temere lo spazio ampio e aperto è la mancanza di una via di fuga facile da raggiungere. Comunque, un soggetto agorafobico riesce ad attraversare una grande piazza se accompagnato da una persona di estrema fiducia. Diversamente da ciò, invece, chi soffre di claustrofobia non salirebbe in ascensore nemmeno sotto minaccia e nemmeno se accompagnato da una persona amica. Il disagio del soggetto claustrofobico, infatti, risiede tutto nella sensazione di soffocamento e costrizione.

Spesso, capita che chi soffre di agorafobia riesca ad affrontare più facilmente la propria paura, con l’aiuto di un amico, al contrario di chi è claustrofobico. Ciò, comunque, non è sempre un vantaggio, poiché capita che il soggetto agorafobico sviluppi una forma di dipendenza dall’amico che lo accompagna ma che non riesca ad affrontare le sue paure in autonomia.

Come si curano le fobie

Le fobie sono tante, interessano aspetti molti diversi della vita e colpiscono soggetti che non hanno nessuna caratteristica comune tra loro. Per fare alcuni esempi, possiamo dire che oltre alle note claustrofobia e agorafobia, ci sono anche l’ornitofobia, la fotofobia e anche la paura di pronunciare le parole più lunghe. Comunque, le paure presentano dei metodi di trattamento e cura molto simili tra loro. La prima cosa fa fare, infatti, per sconfiggerle è quella di rivolgersi ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta. Questi sceglieranno se applicare il metodo cognitivo comportamentale, approccio molto classico, o la terapia strategica breve, che ha mostrato di apportare successi nel trattamento delle paure. Come per tutte le cose, poi, è importante sapere che anche le paure si sconfiggono con il tempo necessario: non serve a nulla correre e costringersi a svolgere attività che ci spaventano e non è possibile affrettare i tempi.