Lattoferrina: efficacia dell’integratore anti-Covid

Lattoferrina: efficacia dell’integratore anti-Covid

Da qualche giorno a questa parte si registrano vere e proprie prese d’assalto delle farmacie da parte di persone in piena “psicosi lattoferrina”, pronte a tutto pur di accaparrarsi l’integratore a base di questa proteina.

Il comportamento è tanto diffuso da rendere ormai il prodotto esaurito e pertanto irreperibile in molti punti vendita.

In realtà, da quando la pandemia è cominciata, siamo letteralmente e quotidianamente inondati da un marasma spesso inestricabile di informazioni, comprese quelle riguardanti supposte cure “miracolose” contro il Covid-19.

Nel caso della lattoferrina, l’incauta dichiarazione di una dermatologa, l’inopportuna cassa di risonanza prestata dai media ed il solito rincorrersi di messaggi e video sul web, hanno fatto sì che si diffondesse in un batter d’occhio una notizia che rischia soltanto di generare ulteriore confusione e delusione fra la gente.

Un film purtroppo già visto, ma non per questo meno deprecabile.

Facciamo un po’ di chiarezza.

Cosa è successo

Qualche settimana fa il noto quotidiano La Repubblica ha dato ampio rilievo alle dichiarazioni della Dottoressa Elena Campione, dermatologa dell’Università di Tor Vergata a Roma, secondo cui la lattoferrina “mangia il ferro di cui si nutre il virus, così può combattere il Covid“.

Ed ecco che in un attimo si è arrivati al boom di vendite dell’integratore a base di questa sostanza.

Le reazioni della comunità scientifica

A questo punto, vista la sensazionale scoperta, viene da chiedersi come mai né la comunità scientifica mondiale né l’Aifa si siano accorti della stessa.

La risposta è semplice: nessuno studio davvero serio è stato condotto in merito e non vi è ancora alcuna evidenza a supporto della tesi formulata e strombazzata ai quattro venti con, diciamolo, una evidente superficialità da parte di medici e giornalisti.

La maggior parte dei più grandi virologi odierni, non ha nascosto scetticismo e fastidio a riguardo.

Roberto Burioni, famoso virologo in opera al San Raffaele di Milano, ha detto: “Non esiste alcuna evidenza clinica che indichi l’utilità della lattoferrina nel prevenire o curare il Covid”.

Lo spettro dei “soliti” interessi economici

Che in Italia gli interessi economici la facciano, purtroppo, da padroni, è storia triste e nota.

Che ciò possa avvenire anche in un periodo drammatico come questo, è persino peggio.

Il sospetto tuttavia non può non balenare alla mente nel momento in cui sia l’autrice della supposta scoperta sia i suoi colleghi ricercatori, si premurano di ringraziare la Technology dedicated to care (Tdc), una casa farmaceutica, per aver fornito la lattoferrina anti covid.

Sul quotidiano La Repubblica, inoltre, soltanto pochi giorni dopo la pubblicazione dell’articolo “incriminato”, è comparsa la gigantesca pubblicità di un’azienda concorrente a quella sopra citata, anch’essa produttrice di lattoferrina.

Lo stesso ad della prima, è intervenuto a riguardo dicendo che si tratta di “pubblicità ingannevole“, poiché il prodotto reclamizzato non è quello utilizzato per condurre la ricerca universitaria.

A conti fatti, non pensare ad un conflitto d’interessi risulta a dir poco complicato, ma lascia quanto meno perplessi, per non dire di peggio, che ciò avvenga in un periodo storico doloroso e pieno di incognite come quello che stiamo attraversando.

Come comportarsi di fronte a queste notizie

In attesa di ulteriori sviluppi, occorre semplicemente comportarsi con prudenza e buonsenso.

Assaltare i medici di famiglia e le farmacie alla ricerca di ritrovati “miracolosi” contro il Coronavirus, non solo è inutile ma rischia di rendere ancora più caotica una situazione di per sé già fin troppo preoccupante.

Al momento non esiste alcuna evidenza scientifica sull’efficacia della lattoferrina nel contrastare e, addirittura, nel prevenire il Covid-19.

L’unica protezione possibile, esattamente come ci viene ripetuto da mesi, consiste nel lavare e disinfettare ripetutamente le mani e mantenere la distanza sociale.

Tutto il resto, per ora, è del tutto privo di fondamento.