Perché facciamo i sogni?

Perché facciamo i sogni?

Perché facciamo i sogni? Ce lo siamo chiesti tutti, almeno una volta nella vita e forse non abbiamo trovato una risposta esaustiva. Solitamente, i primi a porre questa domanda con una certa insistenza sono i bambini, mentre attraversano la famosa “fase dei perché“; tuttavia, la questione affascina molto anche gli adulti. Del resto, è proprio vero che non smettiamo mai di porre domande curiose. In alcuni momenti, sembriamo più curiosi dei nostri bambini, soprattutto quando ci troviamo davanti a fenomeni che hanno in sé qualche traccia di fantastico. Così accade che si domandiamo assorti e stupiti perché sentiamo il rumore del mare nelle conchiglie e anche perché sogniamo. Un po’ come accade nel caso delle conchiglie, anche per i nostri sogni esiste una spiegazione logica. Vediamola insieme!

Perché sogniamo durante il sonno

Per molti anni, i filosofi e gli altri sapienti si sono adoperati per comprendere la ragione che si cela dietro ai nostri sogni, ma non sono giusti a delle conclusioni dimostrabili. Oggi, invece, ci sono moltissime teorie che cercano di spiegare perché facciamo i sogni, ma su molte non c’è accordo da parte degli scienziati. Comunque, l’ipotesi più accreditata è che si tratti di una funzione biologica, ma parzialmente connessa al nostro benessere emotivo.

A questo proposito, il celebre scienziato Ernest Hartmann, che dirige un centro di ricerca sul sonno, ha spiegato, in una delle sue pubblicazioni, che durante il giorno e il sonno, i nostri cervelli creano e disfano delle connessioni neurali. Queste connessioni sarebbero alla base dei nostri sogni. In che senso?
Da un lato si collocherebbero le connessioni create razionalmente durante il giorno, sulla base di ciò che accade e di ciò che ci circonda; mentre dall’altro lato ci sarebbero le connessioni create dal sognatore emotivo. Il sognatore emotivo crea connessioni più confuse e del tutto dettate dai sentimenti, sia mentre è sveglio che mentre dorme. Nel primo caso si tratta dei sogni ad occhi aperti. Quando l’emozione che regola il sogno è forte e precisa, il sogno è semplice.

Quindi, sulla base di questa teoria, il sogno sarebbe un derivato delle nostre emozioni. Queste, infatti, causano delle modificazioni al nostro corpo, comportando aumento o diminuzione della frequenza cardiaca, sudorazione, dolore o allarme. Durante i sogni, si rivivrebbe l’emozione provata durante il giorno oppure un’emozione particolarmente forte. Per esempio, coloro che sono state vittima di un trauma, pur non sognando l’esatto trauma, sognano spesso di provare la stessa emozione che hanno assaporato in quel momento difficile.

L’interpretazione dei sogni

Se la motivazione che si cela dietro ai sogni ha affascinato molti, l’interpretazione di questi fenomeni ha interessato chiunque. Nel corso dei tempi, grandi menti della psicanalisi si sono interessate al fenomeno e hanno fornito il loro parere. Sicuramente il più celebre studioso che ha tentato di spiegare come interpretare i sogni è stato Sigmund Freud.

Nella sua teoria psicoanalitica, egli ha spiegato che i sogni sono desideri inconsci. Secondo Freud, infatti, tutte le persone sono guidate da istinti e impulsi primordiale, che tuttavia devono controllare per restare in società. Non potendo esprimere consapevolmente questi impulsi, dunque, le persone non possono far altro che dar loro sfogo durante il sogno. Tramite i sogni, quindi, si esprimono tutti i desideri latenti.

Secondo Freud, inoltre, i sogni hanno due contenuti. Ci sono il contenuto manifesto, composto dalla immagini che attraversano la nostra mente mentre sogniamo, e il contenuto latente, che sarebbe il vero significato del sogno. Oggi, tuttavia, è stato dimostrato che in realtà è il contenuto manifesto a nascondere il vero significato del sogno; tuttavia la spiegazione freudiana è molto affascinante e riscuote successo al giorno d’oggi.