Rifiuti speciali, scopri cosa sono e come smaltirli correttamente

Rifiuti speciali, scopri cosa sono e come smaltirli correttamente

Che cosa sono i rifiuti speciali? Come si gestiscono e, soprattutto, come si smaltiscono? Domande in apparenza semplici, che però nascondono tutta una serie di interrogativi connaturati a un settore, quello dello smaltimento, che tutto è fuorché facile da approcciare.

Il mondo dei rifiuti, per un verso, rappresenta una vera e propria galassia. Dietro a ogni prodotto, è di immediata intuizione, c’è un potenziale scarto di lavorazione. Già nella fase di produzione, insomma, il tema del futuro di ciò che non è più utile a fine ciclo si pone. Non è soltanto una questione economica, ma abbraccia anche la sfera ambientale nel suo complesso. Smaltire correttamente i rifiuti significa in prima battuta preservare l’equilibrio ambientale.

Da questo principio discende la necessità di fare di tutto affinché qualsivoglia scarto sia quanto più possibile differenziato. Così facendo, se ne riduce l’impatto sul mondo circostante, giacché diminuisce il quantitativo di quanto, non potendo essere recuperato ad altri usi, deve essere obbligatoriamente smaltito.

Le attività che producono rifiuti speciali

Parlare di rifiuti speciali significa entrare in un elenco ben determinato di materiali che debbono seguire un corso specifico per essere smaltiti. Perché ciò sia è fondamentale conoscere l’elenco stesso, così che non ci siano margini per sbagliare. In estrema sintesi, sono rifiuti specialii rifiuti da attività agricole e agro-industriali; i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo; i rifiuti da lavorazioni industriali; i rifiuti da lavorazioni artigianali; i rifiuti da attività commerciali; i rifiuti da attività di servizio; i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; i rifiuti da attività sanitarie.

Dietro a ogni settore, insomma, ci sono prodotti di scarto da gestire in modo corretto e rispettoso dell’ambiente. Un’affermazione all’apparenza scontata, quest’ultima, ma che nella realtà dei fatti non lo è. A dirlo è la cronaca di ogni giorno.

Un settore al centro dell’attenzione dei media

La delicatezza dei trattamenti dei rifiuti speciali porta inevitabilmente con sé costi a carico di chi deve svolgere questa attività. Un connubio, quest’ultimo, che genera esigenze economiche. Da una parte, la norma pretende il corretto monitoraggio di tutti i passaggi. L’obiettivo dichiarato è evitare che si generino comportamenti non conformi, a tutto svantaggio della correttezza delle procedure.

Giornali, televisioni e siti informativi sono pieni di informazioni che, purtroppo, viaggiano in senso opposto.

Non tutto, però, è negativo. L’Italia, infatti, è leader nella gestione dei rifiuti. Ancorché la produzione sia e rimanga un problema, la differenziazione dei rifiuti speciali è un elemento di vanto per il nostro Paese.

Questo significa che, al di là del non sporadici casi di mala gestione, il settore vive con estremo impegno quanto richiesto dalla normativa. Ne consegue che, in prospettiva, l’elemento da preservare, il già citato ambiente, divenga sempre più importante.

Un corretto smaltimento, la chiave di tutto

Per ogni azienda che produce, lo smaltimento dei rifiuti speciali è un momento fondamentale. In proprio, ovviamente, non è possibile farlo. Nel dedalo di azioni da compiere, procedure da seguire e certificazioni da ottenere, cadere in errore sarebbe non soltanto estremamente facile, ma anche molto pericoloso.

Ne consegue, insomma, che è molto meglio affidarsi a chi è un professionista dell’ambito, piuttosto che improvvisare un “fai da te” pieno zeppo di insidie.

La correttezza di tutti i passaggi è un presupposto fondante per chi opera in questo ambito. Tutto, infatti, deve essere catalogato nel modo corretto, seguito passo per passo, archiviato nella modalità confacente e comunicato alle autorità competenti.

L’incertezza, insomma, non deve esistere. Questo, a tutela sia di chi il rifiuto l’ha prodotto sia di coloro che, invece, saranno chiamati a smaltirlo.

Ogni singolo passo, in questo contesto, ha un valore e deve essere tracciato. Il tracciamento, se corretto, consente di ricostruire il percorso fatto da ogni singolo materiale di scarto, dalla sua produzione alla sua distruzione, ovviamente ove possibile.

Differenziare e smaltire ciò che non può essere riutilizzato sono i due lati della stessa medaglia. Nel mezzo, un comparto che analizza, stocca, trasporta, distrugge e recupera. E’ il mondo dei rifiuti, insomma.