Superenalotto a terremotati, è possibile?

Superenalotto a terremotati, è possibile?

A seguito del violento terremoto che ha colpito l’Italia centrale, sono state moltissime le dimostrazioni di solidarietà arrivate da ogni parte del mondo. Addirittura, c’è stato qualcuno che ha proposto di devolvere il montepremi del superenalotto proprio alle vittime del terremoto. Ma è possibile farlo o si tratta solo di un’ipotesi frutto? Cerchiamo di fare chiarezza.

Montepremi superenalotto: ecco come funziona e perché non può essere devoluto alle vittime del terremoto

Per prima cosa, è necessario fare presente che, al momento, il montepremi del superenalotto è di 129 milioni di euro. Come è facile intuire, si tratta di una cifra che effettivamente potrebbe aiutare notevolmente tutte le famiglie che hanno dovuto fare i conti con una catastrofe naturale come quella del terremoto. Purtroppo, però, è del tutto impossibile pensare che il montepremi possa essere devoluto in favore dei terremotati. Il superenalotto, infatti, non è gestito dallo Stato ma, piuttosto, da una società privata. In buona sostanza, ad avere giurisdizione sul montepremi in questione non è solo il Ministero ma una vera e propria rete fatta di concessioni e di aziende che si occupano di gestire l’intero meccanismo. Ovviamente, il Ministero competente non ha avuto nulla a che ridire in merito all’iniziativa che, tra l’altro, è stata definita a dir poco lodevole. Ciò che conta, però, è che non è affatto facile da mettere in pratica.

Le alternative: lavorare sulla tassazione o donare spontaneamente

Come è facile immaginare, quello che sta dietro al SuperEnaLotto è un meccanismo molto complesso che, dunque, riesce con molta difficoltà a mettere in atto azioni come quella proposta. In alternativa, però, è stata anche lanciata l’idea di chiedere alla Sisal, l’azienda che gestisce direttamente il montepremi del superenalotto, di intervenire sulla tassazione e, pertanto, di versare una somma ai terremotati ricorrendo a questa soluzione o, addirittura, di versare una quota cosiddetta solidale. Questa seconda alternativa è, senza alcun dubbio, la meno impegnativa sotto il profilo burocratico. Purtroppo, però, anche i questo caso i problemi sarebbero davvero molti. la Sisal, infatti, potrebbe dare origine ad un precedente che potrebbe non piacere affatto alle altre aziende. Addirittura, potrebbe essere lo Stato a decidere di devolvere ai terremotati quanto versato dalla Sisal. Le alternative proposte sembrano essere tutte molto valide ma all’atto pratico sono a dir poco irrealizzabili. Tra le altre cose, c’è anche chi ha fatto presente che lo scopo del gioco è del tutto incompatibile con un’opera di bene. Le opinioni, quindi, sono molto discordanti ma ciò che è importante tenere a mente è che versare il montepremi del superenalotto a favore dei terremotati non è affatto una cosa semplice.

Le campagne social a favore della donazione: dai sondaggi ai post dei politici

Dopo il terremoto, sono state moltissime le campagne social lanciate per sensibilizzare la Sisal e lo Stato ad attivarsi per devolvere il montepremi alle vittime del terremoto. La stessa Giorgia Meloni attraverso i social in più di un’oocasione ha sollecitato il Ministero per riuscire ad ottenere qualche riscontro a tale riguardo. Inoltre, non sono mancate petizioni a favore, appunto, della donazione. Insomma, la mobilitazione da parte della società civile è stata davvero massiccia e molto importante. A dispetto del grande impegno messo per smuovere le coscienze e per cercare di convincere chi di dovere a donare una somma così ingente di denaro alle vittime del terremoto, la burocrazia ha avuto la meglio. negli ultimi giorni, tale polemica si è decisamente affievolita e la maggior parte di coloro che avevano lanciato la proposta hanno compreso le ragioni dello Stato e della Sisal. Ad ogni conto, si è trattata di un’idea decisamente molto generosa oltre che originale.